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R.S.A.: Residenza Sanitaria Assistenziale
La R.S.A. è una struttura extraospedaliera per anziani prevalentemente non autosufficienti e disabili non assistibili a domicilio, che richiedono trattamenti continui. Suo compito principale è di fornire accoglienza, prestazioni sanitarie, assistenziali e di recupero funzionale e sociale.
I requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi sono stabiliti da norme nazionali (DPR 14 gennaio 1997), riprese dalla Regione Sicilia nel Decreto del Presidente del 25 ottobre 1999, un decreto, che oltre a fissare gli standards strutturali e funzionali delle R.S.A., afferma che l'identificazione dei bisogni "deve basarsi necessariamente su un tipo di valutazione multidimensionale in grado di tenere conto di tutti gli aspetti che possono interferire con il benessere della persona".
La R.S.A. deve utilizzare un modello organizzativo assistenziale, che garantisca:
- la valutazione multidimensionale attraverso appositi strumenti validati dei problemi, bisogni sanitari, cognitivi, psicologici e sociali dell'ospite al momento dell'ammissione e periodicamente;
- la stesura di un piano d'assistenza individualizzato, corrispondente ai problemi/bisogni identificati;
- il coinvolgimento della famiglia dell'ospite;
- il personale medico, infermieristico, d'assistenza alla persona, di riabilitazione e d'assistenza sociale in relazione alle dimensioni e alla tipologia delle prestazioni erogate;
- la formazione e l'aggiornamento del personale;
- la partecipazione a programmi di verifica, di revisione della qualità dell'assistenza.
Il personale previsto per una R.S.A. (con un modulo tipo di 40 posti letto) è composto da un medico specialista responsabile (per 36 ore sett.), un medico specialista collaboratore (18 ore sett.), un assistente sociale (20 ore sett.), un animatore (20 ore sett.), tecnici della riabilitazione per relative patologie assistite, 7 infermieri professionali, 1 assistente amministrativo e il personale di supporto, che assicura i servizi generali (cucina, pulizie, manutenzione impianti...).
La figura dello psicologo non è prevista tra il personale standard, ma tra quello a consulenza, in relazione alla tipologia degli assistiti.
E' una soluzione che come Ordine non condividiamo, perchè tra le azioni previste nel quadro assistenziale delle R.S.A. molte riguardano la professionalità dello psicologo: dalla valutazione e assesment dei bisogni cognitivi, psicologici e relazionali degli ospiti alla stesura del Piano Assistenziale Individuale, dal cinvolgimento dei familiari alla formazione del personale interno, alla verifica dei risultati e della qualità globale. Riteniamo che la presenza stabile e continuativa dello psicologo nell'équipe multidisciplinare della R.S.A. sia necessaria per assicurare - attraverso la valutazione diagnostica, il sostegno psicologico (soprattutto nelle fasi critiche dell'accoglienza e delle dimissioni), le attività riabilitative, la partecipazione alla stesura del P.A.I. e la sua verifica - il raggiungimento di un livello di qualità assistenziale, rivolta alla persona nella sua individualità, inclusiva degli aspetti psicologici e sociali, come richiesto alla R.S.A.
In allegato la lettera indirizzata all'ass. Russo e un approfondimento sul ruolo dello psicologo nelle R.S.A.






