- Home
- L'Ordine
- Servizi agli iscritti
- Segreteria
- La Segreteria
- Iscrizione all'albo: sez. A
- Iscrizione all'albo: sez. B
- Iscrizione alla sez. A per iscritti alla sez. B
- Richiesta annotazione come psicoterapeuta
- Richiesta e rilascio di certificati
- Richiesta tesserino di iscrizione
- Richiesta crediti ECM per tutor
- Obblighi formativi (ECM) 2008-2010
- Richiesta indirizzario per gli iscritti
- Trasferimento ad altro Consiglio regionale
- Variazioni Anagrafiche
- Riconoscimento dei titoli stranieri in Italia
- Riconoscimento titoli professionali nella C.E.
- Segnalazione di eventi culturali e formativi
- Richiesta del patrocinio dell'Ordine
- Cancellazione dall'Albo
- Tesoreria
- Consulenza fiscale
- Consulenza legale
- Consulenza previdenziale
- Segreteria
- Normative
- Notizie ed eventi
- Professione
- Pubblicazioni dell'Ordine
- Contatti
Lo psicologo nei Servizi Sociali
In questo articolo (pubblicato su AUPI NOTIZIE, 2003, n.3) oltre a presentare l‟impianto normativo della Legge-quadro sull'assistenza e lo stato dell'arte dei percorsi territoriali di realizzazione, vogliamo puntualizzare la funzione e il ruolo che lo psicologo può (e deve) svolgere nell‟ambito del sistema integrato di assistenza insieme alle altre figure professionali, in un rinnovato interesse della "psicologia di comunità" (più attrezzata di strumenti e di metodi, che non di suggestioni „ideologiche‟) verso le forme concrete nelle quali si sta articolando di fatto il nuovo Welfare. E' sufficiente una lettura della L. 328 per constatare quanto "lavoro psicologico" sia potenzialmente richiesto in vari ambiti e in diversi segmenti della "rete sociale dei servizi". Spetta a noi (nell‟interesse anzitutto dei destinatari degli interventi, ma anche a tutela e promozione della nostra professione) evidenziare a tutti i livelli quegli interventi che richiedono una professionalità „specifica‟, una qualità tecnica particolare, una metodologia appropriata di intervento.
Pur considerando la „coralità‟ dei soggetti e la complessità dell'area sociale, non è accettabile - come già successo in molti progetti della legge 285/98 - che interventi importanti e delicati su minori o soggetti a rischio vengano programmati, proposti e avviati da „operatori‟ dalle qualifiche professionali „incerte‟ (reclutati a volte all‟''insegna del „volontarismo‟, più spesso del „clientelismo‟) a scapito di chi, come gli psicologi, possiede comunque una formazione professionale di base appropriata agli obiettivi proposti.






