Organizzazione del Servizio Sanitario Regionale

Il Sistema Sanitario in Sicilia

La Regione Sicilia ha avviato con la legge 14 aprile 2009 n. 5 un impegnativo quanto difficile processo di riordino del Sistema Sanitario Regionale, dopo essere stata obbligata ad un forzato piano di rientro per il pesante deficit economico accumulato.

Ogni Regione deve rendere compatibile l'equilibrio economico con il mantenimento e la riqualificazione dell'offerta assistenziale, all'interno di un vincolo istituzionale: garantire a tutti il diritto all'erogazione appropriata e uniforme dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Gli strumenti politici, economici e organizzativi per la realizzazione di questi obiettivi sono previsti dalla vasta e articolata legislazione in materia sanitaria, che è stata prodotta, a partire dal 1979, a livello nazionale e regionale.

Tre sono le leggi principali che hanno contribuito a disegnare l'attuale sistema sanitario italiano: la legge 833/79 che ha stabilito i criteri di universalismo, egualitarismo, gratuità, accessibilità, sul fondamento costituzionale dell'art. 32, che intende la salute come un diritto della persona; il decreto legislativo 502/92 che ha introdotto la sostenibilità, l'uniformità dei livelli di assistenza, l'aziendalizzazione e la responsabilità economico/gestionale; il decreto legislativo 229/99 che stabilisce la regionalizzazione, l'uniformità ed essenzialità dei livelli di assistenza e individua meglio i livelli di responsabilità delle figure professionali e degli organi di governance dell'azienda (collegio di direzione, collegio dei sanitari).

Di fronte all'aumento costante della spesa sanitaria, negli ultimi anni si è tentato di promuovere, accanto ai concetti di efficienza e di efficacia, anche quello di appropriatezza, del quale si è tentata un'applicazione tanto a livello organizzativo quanto professionale.

La legge regionale 5/2009 interviene su uno scenario complessivo di offerte assistenziali, che oltre a produrre deficit non ha prodotto in Sicilia una sanità di qualità. Ne sono prova l'alto tasso di mobilità sanitaria riscontrata in questi anni (negli ultimi 5 anni pari a più di un miliardo e 250 milioni), l'alto tasso di ricoveri ospedalieri (249x1000 abitanti), il basso indice di occupazione dei posti letto e quello elevato di inappropriatezza, lo sbilanciamento della spesa sugli ospedali a danno dei servizi territoriali.

Una situazione da cambiare profondamente attraverso una profonda e vasta azione di riprogrammazione e ripianificazione della politica sanitaria, che dovrebbe vedere il coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutti gli attori responsabili del sistema sanitario, vincolati reciprocamente a funzioni e ruoli di responsabilità, a processi di controllo e di valutazione, a una ristrutturazione culturale e organizzativa dell'intero sistema.