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Attività psicologiche nelle Aziende Sanitarie Provinciali
I primi servizi sanitari a utilizzare in modo stabile gli psicologi sono stati i Consultori Familiari (istituiti inizialmente, nel 1975, dai Comuni) e i Centri di Salute Mentale (gestiti fino al 1978 dalle Province). Con la Riforma Sanitaria (1979) si assiste ad una riorganizzazione dei servizi territoriali e della rete ospedaliera. La U.S.L. (Unità Sanitaria Locale) diventa il luogo fisico e funzionale di gestione unificata dei servizi, con un'autonomia sufficientemente ampia di organizzazione e di assunzione del personale. In Sicilia sono 62 le UU.SS.LL. che vengono istituite, una per ogni distretto, ed è in questo periodo (1980-1993) che vengono assunti per concorso circa 550 psicologi, che vanno a completare le piante organiche dei Consultori Familiari, dei Centri di Salute Mentale, delle Unità Multiprofessionali (istituite per l'integrazione dei soggetti h.), dei Servizi per le Tossicodipendenze. Alcuni psicologi vengono anche assunti in Ospedale e nei Reparti delle Malattie Infettive.
C'è da osservare che in questo periodo la società italiana vive un profondo cambiamento culturale e sociale. Le problematiche della famiglia ruotano attorno ai temi della coppia, del divorzio, della sessualità, della contraccezione e dell'aborto: temi sociali molto intrecciati con tematiche sanitarie, che portano in primo piano l'importanza della prevenzione, ma anche di un'assistenza e di una consulenza più mirata e più specialistica. Nello stesso tempo cresce l'attenzione verso i disturbi psichici, non più interpretati come "disfunzioni organiche", ma come espressione di un disagio psichico che trova correlazioni con le pratiche educative, con le relazioni familiari, con il contesto sociale e per il quale si propongono, di conseguenza, nuove forme di cura e di assistenza. La riforma Basaglia, con il superamento della reclusione manicomiale, promuove una serie di percorsi alternativi, molto centrati sul lavoro di équipe, sulla de-sanitarizzazione dei processi di assistenza, sull'apporto interdisciplinare, sul contributo del gruppo, sulla comunicazione e sull'espressione... Psicologi e psicoterapeuti sembrano essere le professionalità elettive per rispondere a questa nuova domanda. Da Trieste a Palermo sono tante le esperienze, che animano i servizi di salute mentale, alle quali partecipano attivamente gli psicologi. Anche il mondo della scuola vive un profondo cambiamento, quando decide di superare le barriere fisiche e mentali nei confronti dei bambini "non autosufficienti" e, abolite le classi differenziali, tenta la via dell'inserimento e dell'integrazione dei bambini con handicap. Anche in questo settore il ruolo dello psicologo appare strategico e molti nostri colleghi vengono assunti nelle Unità Multidisciplinari, che poi confluiranno nelle Unità Operative di Neuropsichiatria. L'ultimo settore nel quale sono chiamati ad intervenire gli psicologi, quello delle Tossicodipendenze, segnala la presenza drammatica anche in Italia di pratiche molto diffuse, soprattutto nel mondo giovanile, con risvolti molto complessi sul piano socio-sanitario, specialmente in concomitanza con la diffusione dell'A.I.D.S. e con approcci terapeutici tutti da sperimentare.
Dal 1993 ad oggi - pur essendo cambiato l'assetto organizzativo delle U.S.L. (sono adesso 9 su base provinciale) e ottenuta l'istituzione del Servizio di Psicologia (1996) - gli psicologi continuano a lavorare sostanzialmente negli stessi servizi, con maggiori difficoltà perchè nel frattempo le assunzioni sono state bloccate e il personale si va sempre più contraendo.
E' innegabile che l'ingresso degli psicologi in Sanità sia stato favorito dai cambiamenti ai quali abbiamo accennato, ma è anche vero che la cultura psicologica e il ruolo dello psicologo non sempre hanno trovato buona accoglienza in Sanità, un ambito professionale, dominato tradizionalmente dall'egemonia del medico e da un modello di medicina centrata su una visione bio-meccanicista, poco propensa a dare spazio alla soggettività dei pazienti e alla complessità della psiche. Malgrado ciò, gli psicologi si sono progressivamente adattati ai contesti sanitari, portando il loro contributo di conoscenza e di competenza non solo in ambito clinico, ma anche in settori diversi (Formazione, Qualità, Comunicazione, Educazione alla Salute, Emergenze...), tutelando nel migliore dei modi la propria autonomia professionale, vedendo riconosciuta negli anni - grazie anche all'azione del sindacato di categoria (A.U.P.I.) - la funzione dirigenziale, che ha permesso ad alcuni colleghi di assumere anche la Direzione di Distretti e di Dipartimenti.






